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Il Bacio PDF Stampa E-mail

Tema:Il Bacio

quello di Giuda quello di Hayez 

Il bacio nella rappresentazione del famoso quadro di Klimt, rappresenta due giovani amanti che contro tutto e tutti, godono del loro amore; nella rappresentazione si può infatti cogliere l’osmosi ed il perfetto equilibrio tra i due universi quello maschile e femminile; si percepisce in modo inequivocabile che la profonda armonia che c’è in loro, rappresentata dal grandissimo mantello a campana che avvolge i corpi proteggendoli dal mondo esterno. Si coglie inoltre la forza dell’uomo capace di mantenere la bellissima amante in estasi tra le proprie braccia; il volto dell’uomo non è tenuto volutamente nascosto per evidenziare e quindi dare un maggior risalto al viso femminile che mostra così tutto il suo splendore.


Il bacio nella rappresentazione della famosa scultura a misura d’uomo di Rodin (museo Rodin Parigi) rappresenta due giovani amanti (Paolo e Francesca) che in modo dolcissimo , lei seduta con leggerezza sulla gamba sinistra di lui, con gli occhi chiusi stanno per baciarsi di nuovo perché è netta la percezione che qualche attimo prima ci sia stata un’interruzione ; nell’opera non ho avvertito mai , pur essendo i due corpi nudi, nessuna forma di oscenità né senso di fastidio;: anche in questa grande opera si coglie il senso di estraneità che i due giovani amanti pongono in essere nei confronti del mondo esterno godendo del loro amore contro tutto e tutti. In piccolo tutto ciò lo si può percepire anche nell’altra statua del maestro Rodin :la mano di Dio.

Il bacio nella famosa rappresentazione della cartolina poster degli anni 50’, simbolo della città di Parigi, intesa come città dell’amore, presenta due giovani amanti che spontaneamente davanti all’Hotel De Ville, incuranti della presenza degli altri comunicano al mondo intero la loro grande passione il loro profondo amore baciandosi.

Emily Dichinson: che l’amore è tutto, è tutto quello che sappiamo dell’amore

Morante Elsa: chi fugge per amore non può trovare quiete nella solitudine

Goethe Non c’era bisogno di sguardi, di parole,, di gesti, di contatti: solamente il puro stare insieme.

Baudelaire : le poison

Il bacio

…….. “tutte questo non vale il terribile prodigio della tua saliva, che morde, che sprofonda nell’oblio la mia anima senza rimorso, e trasportando la vertigine, la rotola estinta alle rive della morte”

Dante:

Noi leggiavamo un giorno per diletto di Lancialotto come amor lo strinse: soli eravamo e sanza alcun sospetto.

“ Per più fiate gli occhi ci sospinse quella lettura, e scolorocci il viso; ma solo un punto fu quel che ci vinse. Quando leggemmo il disiato riso esser baciato da cotanto amante, questi, che mai da me fia diviso, la bocca mi baciò tutto tremante. Galeotto fu il libro e chi lo scrisse: quel giorno più non vi leggemmo avante.

Altra grandissima rappresentazione del bacio è la famosa statua di Canova che rappresenta l’abbraccio di Amore e Psiche (Parigi Louvre) nel quale si percepisce tutto l’amore di Psiche che trattiene anche con forza Amore il quale ,per ragioni dettate dalla dea Ananke e da sua madre Venere e quindi non dipendenti dallo stesso , e costretto a scappare perché Psiche durante la notte lo ha visto in faccia illuminandolo con una lampada trasgredendo quindi al divieto imposto al loro rapporto. Alla fine riesce a sconfiggere il destino sottoponendosi a delle prove terribili, facendo trionfare l’Amore.



Merlino e Viviana

Merlino restò lì murato nel nulla , prigioniero di una forza generata dall’illusione dell’amore , e che nessuno avrebbe pertanto potuto vincere………………. “Come può essere capitato una cosa simile , a Voi che siete il più saggio del mondo? “ “ Il più folle , non il più saggio; perché l’amo ancora , più della mia libertà “. ……….. e da allora sconta in eterno la sua ingenuità ………… prigioniero del sogno.

Goya Il sonno della Ragione genera mostri

Goya, vecchio ed abbandonato da tutti ed in particola dall’amore, porta finalmente fuori di sé il suo mondo grottesco, tragico in modo inventivo ed anche eccezionale, vengono così alla luce i mostri generati dal sonno della Ragione : la massa di popolani, puttane, soldati, spiriti folli, streghe che per lo più sono delle semplici macchie. Molti dipinti disegni ed acqueforti dell’ultimo periodo sono la più alta espressione del suo scivolare lento e costante nel sonno della Ragione.

Tiziano (Pardo) Danae e la pioggia d’oro (Klimt) vedi Salomè e Ofelia ; Moreau Apparizione

Rubens Adamo ed Eva e le tre grazie vedi anche Klimt

Rilke: l’uomo, il più fragile delle creature, sa la vita e sa anche la morte; vive nel doppio regno

V E.D. “Rosa fiore del disinganno”

........” la rosa della contemplazione :fiorisce e si sfoglia...............fecondato di nuovo ad apparenza di frutto della non-gioia, mai conscia, luccicante nella fragile scorza d’un lieve apparente sorriso, del suo disinganno.....”

Alano di Lilla: De veritate mundi rhytmus

“mentre di primo mattina fiorisce

fiore sfiorito appassisce

di vespertina vecchiaia.

Esala il fiore esalando

mentre langue in pallore

morente alla nascita

insieme antica e nuova

vecchia e fanciulla

la rosa marcisce nascendo.........”

...fieno il fiore diventa, la gemma fango si fa.

Valery: il faut tentre de vivre

bisogna tentare, a vivere , bisogna affermare lo slancio ad esistere, ad inserirsi nel corso del tempo e dell’esistenza in senso eracliteo (vita e morte)


vita e morte simbolizzate da Orfeo ed Euridice

Così ci narra Ovidio nella sua X Metamorfosi:

Ed Ella, pur morendo per la seconda volta, non si lamentò; e di che cosa avrebbe potuto dispiacersi se non d'essere troppo amata? Porse allo sposo l'estremo addio, che Orfeo a stento riuscì a udire, e ripiombò di nuovo nel luogo da cui era venuta"

E Virgilio, nella IV Georgica:

E mentre il capo di Orfeo, staccato dal collo e bianco come marmo, veniva travolto dai flutti, "Euridice!" invocava la voce da sola; e la sua lingua già fredda ripeteva: "Oh, mia povera Euridice!".

Lungo le sponde del fiume dall'eco si udiva: "Euridice".

Il canto di Orfeo fa muovere animali, piante, pietre. Ma per questo è maledetto, è un atto di hybris, una trasgressione dell'ordine cosmico, come quella di Prometeo. Orfeo poetando smaglia l'armonia universale, la rete di rapporti musicali che sostiene tutte le cose e di cui è signore Apollo. Per contrappasso gli muore la sposa, Euridice. Orfeo compie allora un secondo atto di hybris: scavalca la soglia che divide la morte dalla vita, scende negli inferi e incanta con la sua cetra anche i sovrani di laggiù, che gli concedono, cosa inaudita, di far rivivere «lei così amata». A un patto però: per tutta la via che lo riporta dal buio alla luce e al tempo non dovrà mai voltarsi indietro. Ma Orfeo non resiste, si gira a guardare Euridice, che viene inghiottita per sempre dall'Ade.


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