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In Europa, la diffusione del Cristianesimo all'interno dell'impero romano segnò la fine della filosofia ellenistica e l'inizio della Patristica, dalla quale si svilupperà la filosofia medievale.
La filosofia medievale costituisce un imponente ripensamento dell'intera tradizione classica sotto la spinta delle domande poste dai tre grandi religioni monoteiste. I nomi più importanti di questo periodo sono Avicenna e Averroè in ambito islamico, Mosè Maimonide in ambito ebraico, Pietro Abelardo, Tommaso d'Aquino e Duns Scoto in ambito cristiano.
Filosoficamente, il medioevo si caratterizza per una grande fiducia nella ragione umana, che si esprime nella corrente della scolastica, il cui maggior esponente è Tommaso d'Aquino. La crisi di questa corrente filosofica, con autori come Duns Scoto e soprattutto Guglielmo di Ockham, segnata da un crollo di fiducia nella ragione e da un conseguente crescente fideismo, portò alla fine del pensiero medioevale ed alla nascita del pensiero moderno.
Fu inoltre nel Medioevo che prese piede la cosiddetta disputa sugli universali.
La filosofia moderna si fa iniziare con l'Umanesimo (secolo XV ca.) e la sua rivalutazione dell'uomo e della sua esperienza eminentemente terrrena, e terminare con la figura di Immanuel Kant (1724 - 1804), il pensatore che aprirà la strada al Romanticismo e alla filosofia contemporanea. Il suo tratto distintivo è infatti un accentuato antropocentrismo, che in alcuni pensatori, soprattutto verso la fine del secolo XVIII, con l'Illuminismo si spinge ad un relativismo che per molti aspetti preannuncia quello che sarà poi caratteristico del Positivismo e dei nostri giorni.
In questo ambito, un ruolo centrale assume la scienza, che, staccandosi da sistemi e visioni trascendenti, si rivolge sempre più ad indagare il campo a lei proprio della natura attraverso gli strumenti matematici, grazie alle ricerche dei filosofi del Rinascimento prima, e poi soprattutto di scienziati e pensatori come Copernico, Bacone, Galileo, Cartesio, Newton.
Un'altra tematica basilare di questo periodo della filosofia è quella politica: è in questi secoli che si sviluppa la riflessione politica più variegata e significativa del pensiero occidentale, da Machiavelli, dalle proposte monarchiche e assolutiste di Hobbes, alla prima idea "liberale" di Locke e poi degli Illuministi come Montesquieu e Rousseau.
Alquanto tralasciato, come si è detto, è l'interesse per la metafisica, che proprio sul finire del Settecento verrà riconosciuta essere dallo stesso Kant la vocazione ultima dell'essere umano. È con questa nostalgia di Assoluto che si aprirà il Romanticismo.
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