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Filosofia contemporanea

La Filosofia del diciannovesimo secolo, che viene spesso trattata come un periodo a sé stante, è stata dominata dalla filosofia post-kantiana tedesca e da filosofi idealisti come Georg Wilhelm Friedrich Hegel, F. H. Bradley, o da filosofi della prassi come Karl Marx. Altri importanti pensatori del periodo sono stati John Stuart Mill, Ralph Waldo Emerson, Søren Kierkegaard e Friedrich Nietzsche.

Nella Filosofia del ventesimo secolo i filosofi europei e americani hanno preso strade diverse. La cosiddetta Filosofia analitica, con Bertrand Russell, George Edward Moore, e Ludwig Wittgenstein, si sviluppò soprattutto a Oxford e Cambridge, dove si riunirono anche gli empiristi logici emigrati dalla Germania e dall'Austria (ad esempio Rudolf Carnap) e altri studiosi americani (come W. V. Quine, Donald Davidson, e Saul Kripke), o comunque di lingua inglese (per esempio Alfred Jules Ayer).

In Europa (specialmente in Germania e Francia), il fenomenologo tedesco di origine ebraica Edmund Husserl e il suo allievo Martin Heidegger aprirono la strada, presto seguiti da Jean-Paul Sartre e altri esistenzialisti, ad una varietà di discipline filosofiche che portarono al postmodernismo, corrente che domina le scuole di teoria critica e i dipartimenti di filosofia di Francia e Germania, i quali continuano i progetti perseguiti da questi filosofi.

In Italia il primo Novecento si apre con la critica al Positivismo dei neoidealisti sia sul piano storico ed estetico (Benedetto Croce) sia sul piano più prettamente teoretico (Giovanni Gentile) e la nascita di nuove prospettive quali il filone neoscolastico (Agostino Gemelli) e marxista (Antonio Gramsci), dialetticamente intrecciati con le riflessioni di Gentile. La fine del Fascismo comporterà una progressiva sconfessione della tradizione neoidealistica, in seguito alla quale si svilupperà una certa ripresa di temi esistenzialistici e fenomenologici (Nicola Abbagnano, Enzo Paci, Gianni Vattimo), nonché vari tentativi di collegamento fra il pensiero marxista (Antonio Banfi; Ludovico Geymonat) e lo storicismo di Croce.

Oggi l'attenzione è attratta dalle teorie della complessità

Il termine teoria della complessità può riferirsi a:

In particolare si tenta di conciliare le conoscenze scientifiche con la visione umanista:qualcuno ha definito tale tentativo la costruzione di una "nuova allenza" ( Prigogine) in grado di produrre quelle necessarie conoscenze nella risoluzione di grandi problemi dell'umanità
 

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