Il Tema della Complessità è un'altra problematica che vedrà gli alunni della quinta liceale impegnati su discipline quali:filosofia, fisica, biologia, matematica,arte. Il lavoro dovrà dare luogo ad un'attività "cooperative learning", alla quale dovranno, anche con piccoli interventi, partecipare il gruppo classe; tale tematica potrà poi essere utilizzata come area di progetto per lo svolgimento dell'esame di Stato.
INCIPIT: 
La teoria della complessità, non è una teoria scientifica in senso stretto. Meglio sarebbe parlare (e in effetti alcuni autori lo fanno) di “sfida della complessità” oppure “pensiero della complessità” o, meglio ancora, “epistemologia della complessità”. E’ proprio come prospettiva epistemologica, infatti, che la complessità svolge un ruolo cruciale nel pensiero contemporaneo. Questo perché la complessità comporta tre novità epistemologiche ugualmente rilevanti: una "nuova alleanza"tra filosofia e scienza, un nuovo modo di fare scienza, una nuova concezione dell’evoluzione naturale.
La domanda cruciale a cui i teorici della complessità stanno tentando di rispondere è: quali sono le caratteristiche dell’evoluzione dei sistemi complessi adattivi? La risposta a questa domanda attende ancora una sistemazione teorica rigorosa; attualmente, gli studiosi rispondono usando più l’intuizione che gli strumenti concettuali della scienza. L’idea, o meglio l’intuizione fondamentale, è che i sistemi adattivi di media, alta e medio-alta complessità evolvano verso una regione intermedia tra l’ordine e il caos: il cosiddetto “margine del caos” (Packard, Langton). Il margine del caos è lo stato ottimale posto tra i due estremi di un ordine rigido, incapace di modificarsi senza essere distrutto, come lo stato dei cristalli e dei totalitarismi, e di un rinnovamento incessante, irregolare e caotico, come lo stato degli anelli di fumo e dell’anarchia (Atlan, Waldrop). |